• V. Carducci 3 ang. C.so Garibaldi
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Aperto tutti i giorni
Pranzo servito dalle 12:30 alle 14.30




Cena servita dalle 19.00 alle 22.00
serviamo anche extra orario

La quarantennale esperienza della Famiglia Tortorelli nel settore, è il miglior biglietto da visita per comitive e viaggiatori che vogliano degustare una cucina raffinata o tradizionale, (regionale e internazionale) ed anche per coloro che desiderano curare oltre al gusto anche il proprio benessere. Il tutto in un ambiente accogliente e simpaticamente moderno. Il ristorante è dotato di un ampio giardino con tavoli all'aperto. Organizziamo, nella nostra sede, banchetti e cerimonie con menù esclusivi ma anche, su richiesta in 'Chiave Catering' a domicilio o in antiche dimore e casali di campagna. Qui infatti, ed è questa la particolarità del locale, vengono serviti oltre ad i prodotti normalmente reperibili sul mercato, anche piatti a base di prodotti freschi e di stagione, provenienti da coltivazioni agrobiodinamiche, ossia da aziende agricole nelle quali da un minimo di 5 anni non siano state impiegate sostanze chimiche o avvelenanti di sorta. Prodotti cresciuti e creati con la sola forza della natura (carni, uova, formaggi, verdure, frutta, cereali, ecc.) con i quali i nostri Collaboratori (Naturopati e Nutrizionisti) hanno elaborato un menù che può essere usato sia dai carnivori incalliti che dai vegetariani, perché si fonda sui principi delle corrette associazioni alimentari. Tutto questo è comprovato da attestati scientifici esplicativi delle autorità del settore. Particolare cura è stata dedicata all'acqua dalla quale un apparecchiatura filtrante depurante rende l'acqua pura come di sorgente, eliminando cloro, metalli pesanti e riduce la radioattività ad un quarto del tasso ammesso per legge, rendendola così ideale per gli usi di cucina e per tutte le preparazioni di bevande quali tisane, infusi, drinks a base di frutta ,ma anche per tutte le nostre altre specialità di cucina ..preparazioni alimentari, di pasticceria , gelateria e torte casalinghe, sorbetti e semifreddi. Sono queste le particolari attenzioni che vengono dedicate alla clientela. Nel rispetto delle esigenze, della cultura e delle esperienze personali.


Menù


Locanda della Buona Ventura

Antipasto

Carpaccio di bresaola ai funghi porcini
Bruschette miste con pane fatto in casa
Fritturine assortite di supplì e verdure dell’orto
Pecorino e pere alla composta di cotogna
Mousse granita di prosciutto e melone

Primi

Zuppa di ceci e farro
Gnocchetti delle streghe
Risotto al radicchio
Pappardelle al ragù
Strozzapreti al ragù alla norcina vegetariana con nocciole della Tuscia
Tagliolini al tartufo
Lasagna verde con zucchine e ricotta
Tortellacci alle noci

Secondi

Galletti ripieni al forno
Spiedini rosolati al vino rosso
Polpettine alla viterbese
Tavolozza di salumi e formaggi
Scamorza in padella con fungo porcino
Crostini caldi con ricotta salata condita con pinoli e miele
Lepre in salmì
Faraona alla leccarda
Sformato di zucchine e prosciutto
Melanzane alla parmigiana
Grigliata mista di carne

Contorni

Mix di verdure
Caponata
Bieta ripassata con aglio e peperoncino
Cicoria selvatica di campo
Zucca al forno granita
Patate al forno
Frittura di foglie di patate, cipolla e zucca
Melanzane stufate e grigliate
Insalata capricciosa

Dessert

Frutta mista
Coppe di gelato con mosaico di frutta
Crostata della casa
Torta della nonna
Torta ricotta e pere
Torta charlotte con pan di spagna
Torta di zucca gialla

Locanda della Buona Ventura


"piatto della Buona Ventura"

Il ristorante prende il nome dall’antica usanza del viterbese di chiamare “piatto della Buona Ventura” l’unica pietanza che le locande di un tempo offrivano al viaggiatore stremato…si trattava  di solito di una frugale zuppa, la famosa acquacotta alla viterbese, accompagnata da poc’altro. A quei tempi, traversando gli intrigati e impenetrabili boschi della Tuscia, irti di pericoli e trabocchetti, nel percorrere le impervie vie, i viandanti giungevano in quei poveri posti di ristoro come in un’oasi di salvezza. Così insieme al loro bestiame dopo essersi rifocillati, potevano riprendere l’estenuante viaggio, considerando la grande fortuna di poterlo fare proprio grazie a quel provvidenziale luogo al coperto e a quel semplice pasto. Ebbene, oggi il nome del nostro ristorante ripropone l’antica usanza, offrendovi, insieme alla nostra cucina familiare, accogliente e saporita, che vi propone menù certamente più vari e creativi di quelli di un tempo, il piatto in maiolica con lo stemma del ristorante dipinto a mano su esemplari numerati prodotto secondo le metodiche antiche delle ceramiche del viterbese, provenienti dalla tradizione etrusca, specializzatasi in passato in vasi da spezieria.

Menù Pizza


Pizze e Focacce della Locanda

Focacce

Bianca del fornaio – olio e rosmarino
Prosciutto – prosciutto, olio e rosmarino
Bresaola – bresaola, rucola, olio, limone e scaglie di grana
Caprese – pomodoro e mozzarella
Salmone – salmone, lattuga, prezzemolo, olio e rosmarino
Cornucopia – trito d’erbe crude e selvatiche, frutti dell’orto, semi d’albero e con crema di asparagi

Pizze

MARGHERITA – pomodoro, mozzarella e basilico
NAPOLI – pomodoro, origano, aglio, mozzarella e acciughe
4 CHEES – grana, emmental, fontina, brie
SEASON – prosciutto, mozzarella, pomodoro, salame, uova, funghi, carciofini
LOCANDIERA – mozzarella, zucchine, pinoli, sesamo, pecorino
ETRUSCIA – granella di nocciole della tuscia, funghi champignon
FUNGOTTA – mozzarella e funghi porcini
NOCIOTTA – bianca, stracchino, noci e rucola
PIZZAPORCELLA – mozzarella (pomodoro a scelta), prosciutto crudo o cotto
FANTASY – gamberi, zucchine e radicchio
MELANZA – pomodoro, melanzane, basilico e mozzarella
VEGETARIANA – mozzarella e mix di Verdure
CAPRICCIOSA con Prosciutto – crudo, carciofi e olive
CAPRICCIOSA con Tonno – tonno, carciofi e olive
BUFALOTTA – pomodoro, basilico e scamorza
SALSICIOTTA – pomodoro, mozzarella, salsiccia e funghi
TARTUFOTTA – mozzarella e salsa tartufata
CACIO E PERE – cacio e pere
NOCIORZOLA – noci e gorgonzola

Pane, amore e fantasia

Il luogo ideale per chi desideri degustare insieme alla cucina, una familiare e calorosa sensazione di essere “a casa propria”, ma con gusto selezionato, stile e misurata enfasi. Un luogo fuori dalle righe e fuori dal tempo, sia antico che moderno, colorato ma dignitoso, caloroso e pieno di personalità, in sintesi: non catalogabile.

La nostra politica

Ci piace rivisitare e divertirci con ogni tipo di preparazione, purchè rispetti i canoni della salute e dell’etica. Odiamo gli additivi chimici e preferiamo le materie prime di prima qualità e biologiche; usiamo solo olio extravergine di Oliva e controlliamo la provenienza e l’etica osservata nella produzione, preferendo i piccoli locali allevamenti e le aziende agricole di nostra conoscenza.

Il cibo ed i tanti sapori

Cucina curata e tradizionale, rustica o raffinata, regionale, creativa, bilogica, paleolitica ma anche vegana e vegetariana, in sintesi: NATURALE.

Ricette della


Locanda della Buona Ventura

Acqua cotta maremmana

Perché l’Acquacotta.
Piatto della sopravvivenza dei cavatori di ciocchi e carbonai maremmani.

Ricetta creata da: La Necessità (San Bisognino Poveretti)
Ingredienti: acqua, cipolla, sale, pane raffermo, peperoncino, pomodoro.

Acqua cotta maremmana

E’ andata così:
nei boschi e nei campi fino a non molti anni fa, lavorava tutta la famiglia; c’era appena il tempo di prendere fiato e tanta, tanta miseria.
Quando arrivava l’ora di mettere qualcosa nello stomaco, accendevano il fuoco, tiravano fuori la padella, una bella untata di lardo (eccezionalmente la cotenna di prosciutto) e vi facevano soffriggere insieme ad una punta di peperoncino, la cipolla tagliata a fette il più possibile sottili, che naturalmente per la mancanza di olio non soffriggeva, ma si abbruciacchiava.
Poi aggiungevano acqua, sale, pomodoro spezzettato a coltello o con le mani, facendo bollite il tutto sino a formare densa una brodaglia.
Nelle scodelle erano state intanto messe fette di pane abbrustolito: pane toscano raffermo, tagliato da pagnotte conservate nelle tasche dei giubbotti di pilorre o fustagno, ma tanto buono e profumato.
Tante fette di pane per quanta fame c’era in corpo.
Su questa base, veniva versato il brodo caldo della padella: ed ecco l’ACQUACOTTA.
Quella vera intendo, nata in Maremma. Un piatto fatto di niente. Qualche volta, finiva nella broda calda della padella una foglia o ciuffetto di erba aromatica colta alla proda di un di un viottolo, apportando un nuovo sentore. Solo, quanto le donne portavano il cambio del vestiario, vi rompevano sopra a caldo, un uovo preso, come si dice qui, direttamente dal culo della gallina. Era il tocco magico della massaia!
Ora tristemente, la quasi totalità presenta questo piatto, (ma commette un falso ed offende quella antica miseria) con olio, formaggio grattugiato, funghi, bietole, salciccia, pesce… potrei continuare.
Sarà migliore ? Può anche darsi, ma chiamiamola diversamente.
Non sentendomela di falsare le cose, presento l’acquacotta del lavoro nei boschi della Maremma più amara: che poi è così bella ed è come la mamma; ce n’è una sola.
Sarà retorica, ma certamente non c’è inganno.

Faraona alla leccarda

Faraona alla leccarda

Ricetta creata da: Elena Proietti
Ingredienti: 1 Faraona, sedano, carota, cipolla, 2 spicchi di limone, rosmarino e salvia, 3 o 4 fegatini di pollo, olive verdi denocciolate, sale e pepe, olio, vino bianco un bicchiere.

Questo tipo di gallina si trova in natura in diverse parti del continente africano, fu importata sul territorio italiano dai romani che ne favorirono la distribuzione in tutto l’impero. In Umbria veniva allevata nei cortili insieme agli altri animali da cortile, ma lontano dalle case dei vicini… non so se la avete mai sentita cantare, vi consiglierei di fare un giretto su youtube per capire il perché della mia specificazione!
La carne della faraona è molto magra e ricca di proteine,per questo si presta meglio ad essere servita con un ripieno o salse che ne irrorino le carni. Nello specifico oggi la cucineremo alla leccarda ovvero spezzata e cotta in tegame con tutti gli aromi e i fegatini,che poi verranno passati per creare una salsa ricca e saporita da adagiare sopra la carne.

Lavate bene la faraona, eventualmente fiammeggiatela e spiumatela. Passatela ancora sotto l’acqua corrente e poi spazzatela, irroratela ora con del vino bianco e fatela scolare. La stessa cosa fate con i fegatelli di pollo. Mettete in un tegame l’olio, la cipolla tritata, il sedano e la carota, fate appena soffriggere. A questo punto mettete nel tegame la faraona spezzata e quando avrà tirato fuori l’acqua scolate il tutto e rimettete in pentola aggiungendo di nuovo olio. Mettete nel tegame il limone, il rosmarino e la salvia, questi ultimo possibilmente legati a mazzetto. Fate cuocere fino a rosolare leggermente e aggiungete i fegatini di pollo. Quando anche questi saranno rosolati aggiungete il vino sulla carne e fate evaporare. Salate e pepate a piacere. Molte ricette prevedono di aggiungere ancora del vino man mano che la faraona cuoce.

Io a questo punto preferisco togliere dalla pentola la salvia e il rosmarino che avevo precedentemente legato assieme e portare a cottura aggiungendo acqua a cui unisco un mazzetto fresco di queste due erbe aromatiche, per evitare che si dissolvano nella salsa di cottura e rendano amarognola la salsa. A metà cottura aggiungere le olive e continuare ad irrorare durante il restante tempo con l’acqua aromatizzata. Quando la carne sarà cotta adagiate la faraona su di un piatto di portata e passate nel tritaverdure o al passatutto la cipolla, la carota, le olive e i fegatini di pollo. Lasciate il limone da parte potrebbe rendere amara la salsa. Ne risulterà una crema densa e saporita, assaggiatela per poi poterla aggiustare di sale. Nappate la faraona con la sua salsa e servite con delle bruschettine di pane sciocco (non salato).